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Con una straordinaria mostra il Museo del Genio di Roma ospita il grande artista francese R. DOISNEAU, scomparso nel 1994, che con i suoi 140 scatti tra i più iconiici del '900 seppe raccontare come nessun altro la vita quotidiana di Parigi dopo il periedo bellico della seconda guerra mondiale. Con immagini uniche di coingienge, operai, strade di periferia, bambini e innamorati con grande poesia e ironia seppe trasformare scene semplici in immagini eternamente sublimi.
Su 250 centri di cura neanche uno è presente tra quelli laziali. Solo il Gemelli, che però è privato. Al primo posto per la pediatria il Bambin Gesù
Tutti bocciati gli ospedali pubblici della regione Lazio. Nessuna struttura è infatti rientrata fra le 250 migliori del mondo nella classifica stilata dalla rivista statunitense Newsweek, che ha svolto un’indagine, in collaborazione con Statista, società internazionale di ricerche, su 2300 strutture sanitarie di 28 Paesi.
Nell'elenco compaiono invece diversi centri di cura italiani: se ne contano quattro in Lombardia (a cui si aggiungono due privati), due in Emilia-Romagna e Veneto, uno in Piemonte e uno in Toscana. Per quanto riguarda il Lazio invece, primo in Italia e 38esimo nella classifica generale, il Gemelli di Roma, ma è un ospedale privato. Altro primato importante riguarda invece la pediatria. L'ospedale romano Bambin Gesù si piazza infatti al dodicesimo posto mondiale.
Cambia il quadro valutando alcuni reparti specialistici. Il Gemelli è in quarta posizione in Italia e in 54esima al mondo per la Cardiologia, dove il Campus Biomedico viene tre postazioni dopo in Italia ed è al 139esimo posto nel mondo.
Tra gli ospedali pubblici che si piazzano in classifica appunto per eccellenze specifiche di settore, ecco l'Umberto I, con la neurologia (quinto in Italia e 55esimo al mondo), il Sant'Andrea, con la cardiochirurgia (al quarto posto in Italia e al 58esimo al mondo), il San Camillo, con l'endocrinologia (settimo in Italia e 103esimo al mondo) e la cardiochirurgia (settimo e 105esimo).
Il maestro Giampiero Monaca protesta, da tre giorni, seduto su una sedia da regista, leggendo il suo libro di Pietro Kropotkine davanti al Ministero dell'Istruzione e del Merito, perché il suo progetto didattico "Bimbisvegli" è stato bloccato dalla burocrazia.
Il maestro Giampiero ha una formazione scoutistica e un passato da lavoratore autonomo come artigiano. Insegna da 15 anni nella scuola pubblica tutte le materie eccetto matematica ed italiano. Lo scorso settembre è stato trasferito da Serravalle d’Asti, dove grazie al suo progetto i bambini sono aumentati da 21 a 63, alla scuola primaria Rio Crosio. In questi anni ha insegnato secondo il suo metodo “Bimbisvegli”, progetto sviluppato con le famiglie e le colleghe maestre che guarda a Summerhill, Maria Montessori e Don Milani e ha come scopo quello di riconoscere nei bambini e nelle bambine il loro essere dei bambini e delle bambine, ma anche il fatto che essi siano cittadini del mondo e, in quanto tali, svegli. Secondo il maestro è necessario parlare loro tramite precisi canali come quello del gioco, dell’empatia, della natura, della sensibilità e della sensorialità. I suoi bambini vivono una scuola ecologica, responsabile, cooperativa e attiva nel sociale.
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