Il 9 marzo del 1950 durante un reportage commissionato dalla riovista Life sugli innamorati parigini, Robert Doisneau si trovava nel pressi dell'Hotel De Ville. L'obiettivo era raccontare l'amore nella parigi del dopoguerra: una città che tornava a vivere a sorridere, a respirare leggerezza dove gli orrori del conflitto,
Tra il via vai dei passanti e i tavolini dei caffè, Doisneau mise in scena un gedsto semplice e nel contempo avente carattere universale: il bacio di due giovani innmorati, due studenti di teatro, Francolise Bonet e Jaques Carteaud. Non si trattò infatti di un un bacio rubato ma di una foto nen costruita, creata con naturalezza per restuire l'essenza di ujn momento autentico. La composizione è ordinata e armoniosa: i due protagonisti emergono in primo piano mentre la città, leggermente sfuocata continua a scorrere intorno a loro nel suo andare quiotidiano. Intimità e spazio pubblico si fondono in un equiliobrio perfetto.
La foto fu pubblicata nel 1950 in un piccolo formato all'interno del servizio di Life, ma lo scatto non divenne subito un'icona. La sua consacrazione arrivo soprattutto negli anno Settanta, quando la demolizione di halles segno simbolicamente la fine di un'epoca e le immagini della Parigi del dopoguerra acquisirino un un valore nuovo, nostalgioco. Le Baiser de Hotel de Ville iniziò allora ad essere riprodotto in poster, cartolione e libri trasformadosi in una delle fotografie più riconoscibili del Novecento e nel simbolo stesso della Parigi dell'Amore.
In fine negli anni novanta fu al centro di una complessa lite giudiziaria legata ai soggetti ritratti, un caso che contribuì a definire in modo più chiaro il rapporto tra la fotografia, notorietà e diritto d'immagine. Anche questa pagine nn fece altro che rafforcxare il mito, cinsolidando definitivamente il "Bacio" come globale della fotogrtafia.
In questo mese si festeggiano i 200 anni dalla nascita della fotografia quale mezzo espressivo e documentario, in tale contesto l'esposizione offre l'opportunità di scoprire un maestro che ha saputo trasformare il quotidiano in poesia visiva, dimostrando quanto la tiotografia possa catturare emozioniuniversali e raccontare stirie senza tempo. L'intera opera in esposizione di DOISNEAU ripercorre la carriera dagli esordi degli anni Trenta fino alle opere più mature. Fotografie di strada, ritratti, giochi di bambini, piccoli istanti della vita di tutti i giorni e straordinari scorci parigini compongono un racconto visivo meraviglioso e coinvolgente. Un artista umanista che seppe raccontare subliminando l'attimo con un momento eterno.












