You are here: Home
Approfondimenti
Politica
NON SERVONO I SUPER EROI PER FERMARE LE TRIVELLE OFFSHORE.
Approfondimenti
Politica
NON SERVONO I SUPER EROI PER FERMARE LE TRIVELLE OFFSHORE.
Approfondimenti
Politica
NON SERVONO I SUPER EROI PER FERMARE LE TRIVELLE OFFSHORE.
increase font size
Via al referendum! Per la prima volta, in Italia, sono proprio le Regioni, (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto), preoccupate per le conseguenze ambientali e per l’effetto boomerang sul turismo del Belpaese ad indire il voto Popolare.
Sostanzialmente nel referendum si chiede agli italiani se vogliono abrogare la parte di una legge che permette,a chi ha ottenuto concessioni per estrarre gas o petrolio da piattaforme offshore entro 12 miglia dalla costa,di rinnovare la concessione fino all’esaurimento del giacimento. Il quesito del referendum, letteralmente, recita:
Volete voi che sia abrogato l'art. 6, comma 17 , terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 20106, n. 152, " Norme in materia ambientale ", come sostituito dal comma 239 dell'art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208" Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriannuale dello Stato ( legge di stabilità 2016) "., limitatamente alle seguenti parole:" per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale"?
Quindi se vincerà il si, a fine concessione, le trivelle “offshore “, verranno smantellate. Il nostro Premier Renzi, per scongiurare il raggiungimento del quorum, ha anticipato la data al 17 aprile, sottraendo, così, tempo alla campagna referendaria e facilitando la non curanza nei confronti dell’importante consultazione referendaria. Anche oggi nel corso della Direzione nazionale del PD, il Premier, non si risparmiato nella sponsorizzazione del non voto ribadendo: “ rivendico a gran voce le giuste ragioni di coloro i quali sono per l’astensionismo".
Ad invogliare la “crocettatura” del si è sicuramente il documento pubblicato da Greenpeace, il quale, basandosi su dati inerenti al 2012- 2013 forniti dall’Ispra, ha evidenziato nei crostacei e nei sedimenti marini limitrofi alle piattaforme, una quantità in eccesso di sostanze chimiche rispetto alla norme di legge. Uno dei sei punti su cui Greenpeace vuole far riflettere ,inoltre, è la possibilità di un incidente e quindi un’eventuale dispersione di petrolio, che nel Mar Mediterraneo, mare chiuso, causerebbe gravissimi disastri. Bisognerebbe far capire al nostro governo che la vera ricchezza del nostro paese sono le nostre coste, culla della nostra storia e della nostra cultura.
L’opposizione, giornalisti, politici e imprenditori ovvero il “ fronte del no” risponde dicendo che i limiti non rispettati riguardano una distanza di 1 miglio dalla costa, e che l’Ispra non ha riscontrato rischi per la flora e la fauna marina legati alle piattaforme. Inoltre, proprio nel 1965 a largo di Ravenna, scoppiò una piattaforma di gas, provocando purtroppo 3 morti ma nessun grave incidente dal punto di vista ambientale. A dimostrare che le trivelle non recano danni, le società petrolifere a gran voce sottolineano che, in Emilia Romagna, la quale ospita 40 piattaforme, lo scorso anno sono state assegnate 9 bandiere blu.
La maggior parte delle piattaforme italiane ricade entro le 12 miglia dalla costa e l’eventuale smantellamento, con una vittoria del si, verrebbe protratto comunque fino al 2034, poiché esso dipenderebbe dalle concessioni in uso. Tale smantellamento, non recherà nessun danno in termini di aggravio alla spesa pubblica.
Alla fine, a guadagnarci sono come al solito i poteri forti della lobby dei petrolieri. Per estrarre, le compagnie devono versare delle tasse, le royalities, che, rispetto agli altri paesi europei, in Italia, sono piuttosto basse circa il 7%: nel 2015 sia su mare che in terra, hanno prodotto un gettito da royalties pari a 352 milioni.
Tanti volti dello spettacolo, quali Nino Frassica, il duo Ficarra e Picone, Claudia Gerini, sono stati coinvolti nel video prodotto da Greenpeace, per difendere ”la musica del mare, le conchiglie, i pesci, il surf”, e dichiarare a tutti, che il loro, domenica 17 Aprile, sarà un ”Si” e non servono” i super eroi”, come ribatte l’attore Santamaria, per fermare le trivelle!
di MC Rota
La nave di Greenpeace Rainbow Warrior vicino alla piattaforma petrolifera Rospo Mare B, di proprietà Edison ed Eni, che si trova a largo di Vasto (Foto Ansa)
Designed by mcm.
Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie privacy policy. | |
ACCETTI | |